Visualizzazione post con etichetta immobili. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta immobili. Mostra tutti i post

martedì 9 dicembre 2008

Mollo tutto.. Quando la CITTA' ti va stretta, il rimedio è fuggire con CLASSE


in tempi in cui per avere successo bastava promettere la "casa dei sogni" sono finiti da un pezzo, adesso "finiture di pregio" e "posizione esclusiva" da sole non bastano più, occorre andare oltre e fare quello che fino a poco tempo fa sarebbe stato inconcepibile: insieme all'immobile bisogna vendere un vero e proprio stile di vita.
È questa la vera rivoluzione dell'architettura moderna, non sulla carta o pura filosofia ma già in essere, tradotta sul campo e commercializzata. Ecosostenibilità, domotica e ricorso alle energie alternative vanno bene ma a patto siano declinate in ambienti esclusivi, recuperati con cura certosina per farne luoghi unici, ritrovo di un'elité che non vuole vicini di casa ma persone con cui condividere un percorso di vita.
E così se nel medioevo si abbandonavano le città per cercare scampo da pestilenze e invasioni, oppure più semplicemente perché in una comunità dove gli scambi commerciali erano difficili recuperare il rapporto diretto con la terra significava poter contare su una fonte di sostentamento sicura, nell'era di internet e del villaggio globale chi sceglie di abbandonare le metropoli lo fa perché non ne può più di una vita scandita da ritmi estenuanti.
I nemici moderni sono infatti lo smog, il traffico, il senso d'insicurezza, il grigiore della vita quotidiana.
Ma se lasciarsi del tutto alle spalle la città rischia di tradursi in una scelta fin troppo radicale, rinunciando agli affari e alla professione, la giusta soluzione può essere quella di viverla in maniera intelligente, sfruttandola per le occasioni che propone, salvo poi chiamarsi fuori dai suoi ritmi infernali.

venerdì 11 luglio 2008

La terza dimensione della zona notte

La qualità ergonomica non è un attributo dell'oggetto ma è un attributo dell'uso dell'oggetto in un determinato ambiente.
In questa definizione la filosofia del “sistema modulabile D al cubo” (D3) trova applicazione concreta attraverso l'individuazione di esigenze accomunabili, osservate in dodici anni di attività professionale.
Parlare di ergonomia in tempi di globalizzazione e di standardizzazione potrà sembrare anacronistico, ma flessibilità, funzionalità, adattabilità e sostenibilità, sono diventate regole imposte dal quotidiano nella società alla quale apparteniamo.
Accade spesso che i clienti si rivolgono allo studio per lamentare la volontà di riorganizzare gli spazi del loro immobile o semplicemente per adattarlo alle loro esigenze. Ma tra le personali richieste, ve ne sono alcune che rimangono unico denominatore comune.
Ed è proprio su queste che si sono approfondite specifiche possibilità di sfruttamento dello spazio, usando uno strumento di progettazione integrata, capace di sviluppare al meglio l'ergonomia dell'utente finale.
Questi alcuni degli aspetti che hanno portato alla sperimentazione di un arredo modulabile che permettesse di reinterpretare lo spazio confinato in modo più attento all'ergonomia del singolo individuo.
Queste alcune delle ragioni per le quali si è voluto scegliere il letto come elemento di studio. Si è partiti dalle misure riconosciute come standard applicate ad un cubo, rimodellandone poi quelle possibili sulle specifiche dimensioni antropiche, nel rispetto di tutte le componenti di sicurezza, salubrità e comfort.
Un po' come il sarto opera nell'imbastitura di un abito su misura. Il risultato finale è una serie di svuotamenti geometrici e sovrapposizione che permettono di sfruttare lo stesso volume, generando un nuovo sistema di relazioni attraverso le molteplici funzioni che ricompongono la geometria iniziale.
La funzione portante della “comune rete” è affidata ad una cornice in ferro appoggiata in più punti che scaricano a terra le sollecitazioni statiche e dinamiche, garantendo stabilità e sicurezza.
Il sistema si presta per essere utilizzato come isola indipendente o come elemento integrato in una progettazione più approfondita. Di fatto concentrando più funzioni in una stessa geometria il “risparmio”, non solo dello spazio totale è garantito.
Per meglio comprendere la modularità del sistema, nei prossimi numeri, analizzeremo due esempi realizzati, dettati da esigenze e contesti differenti.


Lo studio di architettura Officina
Gabriele Ignazio Bocola nasce a Milano nel 1967, dall'unione di Olga e Francesco, una ex campionessa Italiana di danza su ghiaccio e da un progettista nautico e designer, si laurea a Milano presso il Politecnico Facoltà di Architettura e Società nel 1995, dove attualmente lavora in parallelo all'attività professionale come cultore della materia (Tecnologia per l'igiene edilizia e ambientale - Tecnologie dell'Architettura).
È socio fondatore insieme all'Arch. Giorgio Carizzoni e l'Arch. Francesco Dolce dello Studio Associato d'Architettura itredi ))) - www.itredi.com - nel quale svolge intensa attività professionale volta allo sviluppo di progettazioni di interni ed esterni sostenibili e bio compatibili.

Altri articoli di "Abitare casa" su QUICASA.IT