martedì 9 dicembre 2008

Mollo tutto.. Quando la CITTA' ti va stretta, il rimedio è fuggire con CLASSE


in tempi in cui per avere successo bastava promettere la "casa dei sogni" sono finiti da un pezzo, adesso "finiture di pregio" e "posizione esclusiva" da sole non bastano più, occorre andare oltre e fare quello che fino a poco tempo fa sarebbe stato inconcepibile: insieme all'immobile bisogna vendere un vero e proprio stile di vita.
È questa la vera rivoluzione dell'architettura moderna, non sulla carta o pura filosofia ma già in essere, tradotta sul campo e commercializzata. Ecosostenibilità, domotica e ricorso alle energie alternative vanno bene ma a patto siano declinate in ambienti esclusivi, recuperati con cura certosina per farne luoghi unici, ritrovo di un'elité che non vuole vicini di casa ma persone con cui condividere un percorso di vita.
E così se nel medioevo si abbandonavano le città per cercare scampo da pestilenze e invasioni, oppure più semplicemente perché in una comunità dove gli scambi commerciali erano difficili recuperare il rapporto diretto con la terra significava poter contare su una fonte di sostentamento sicura, nell'era di internet e del villaggio globale chi sceglie di abbandonare le metropoli lo fa perché non ne può più di una vita scandita da ritmi estenuanti.
I nemici moderni sono infatti lo smog, il traffico, il senso d'insicurezza, il grigiore della vita quotidiana.
Ma se lasciarsi del tutto alle spalle la città rischia di tradursi in una scelta fin troppo radicale, rinunciando agli affari e alla professione, la giusta soluzione può essere quella di viverla in maniera intelligente, sfruttandola per le occasioni che propone, salvo poi chiamarsi fuori dai suoi ritmi infernali.

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