giovedì 9 ottobre 2008

La club house impreziosisce il golf acropolis

Come nasce il complesso del Golf Acropolis a Luisago in provincia di Como?
L’area su cui insiste il campo pratica era stata inserita dal Ministero della Protezione Civile nell’elenco di siti da bonificare sul territorio provinciale di Como.
I fusti e i rifiuti presenti sul fondo della cava sono stati rimossi sotto il controllo dell'USL locale e la superficie così liberata è stata protetta con uno strato di materiale argilloso impermeabile dello spessore di qualche metro.
I lavori di cantiere sono durati circa tre anni nel corso dei quali seicento imprese hanno conferito con oltre 50.000 mezzi materiali inerti di risulta dai cantieri, grazie ai quali è stata ricostruita la morfologia originaria del luogo raccordandola con il contesto circostante.
Alla fine del ripristino, sono iniziate le operazioni di recupero ambientale consistite nella messa a dimora di specie arboree (gelsi, pioppi, etc.) e nel rinverdimento dell’intera superficie. Tra il 2005 ed il 2006 è stata infine realizzata la Club House, progetto che garantisce un ulteriore sviluppo dell’attività golfistica, all’interno di una zona che spicca ambientalmente in tutto il territorio della provincia di Como.
L’intervento, curato dall’archietto Matteo Pozzi, nasce dal ripristino di un vecchio fabbricato in disuso, con una superficie totale di 280 metri quadri, situato tra il campo pratica del golf e l’area destinata alle nuove buche, riadattato e concepito per soddisfare i criteri ecosostenibili che hanno caratterizzato l’intervento di recupero dell’area, un tempo oggetto di discarica.
La Club House si distingue per funzionalità, semplicità di progetto e al tempo stesso per una precisa cura dei particolari. Tra gli elementi che rispondono ai criteri ecosostenibili si contraddistinguono l’approvigionamento dell’energia elettrica che avviene tramite pannelli fotovoltaici, mentre il recupero idrico si verifica attraverso una pompa di ripescaggio dell’acqua di drenaggio.
La parete ventilata risulta appesa in cestelli in legno, l’isolamento dell’edificio è dimensionato secondo l’esposizione solare. Sono stati riutilizzati per la costruzione solo materiali autoctoni o derivati da precedenti demolizioni.
Contatti: Arch. Matteo Pozzi, Studio Architettura AMP, Como
www.mtpz.it

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mercoledì 8 ottobre 2008

Come nasce un progetto di “classe”...architetti, termotecnici, costruttori, imprese e co.

...tutto procedeva secondo i piani stabiliti all’inizio, quando l’imprenditore disse “voglio un edificio almeno in classe B, che consumi poco e che possa pubblicizzare bene in modo da dire il vero e vendere bene, insomma il fiore all’occhiello della società!”
Con grande soddisfazione iniziammo un progetto integrato complesso per una discreta superficie residenziale; riunioni con lo studio termotecnico per calibrare impianti e stratigrafia dei muri perimetrali, conti, analisi preliminari, apporti solari, recuperi di calore, ventilazioni, impianti solari e fonti rinnovabili, insomma un edificio sostenibile, ricco di plus energetici ad economia controllata.
Congiuntamente riunioni con la parte strutturale minimizzando spessori di pilastri per permetterne il miglior isolamento, sino allo studio di tutte le fonometrie per i passaggi della parte impiantistica.
Solo così siamo stati in grado di simulare il consumo e quindi di attribuirne la classe energetica.
Obiettivo raggiunto, siamo in classe B, nonostante l’edificio sia esteso e di soli due piani fuori terra! A completamento del progetto integrato si sono tenute riunioni con i maggiori fornitori di materiale, principalmente per l’isolamento a cappotto esterno e per alcuni componenti impiantistici relativi al ricambio d’aria a doppio flusso, in buona sostanza con recupero di calore.
Eseguiamo il capitolato da consegnare all’imprenditore che a sua volta avrebbe indetto una gara d’appalto e a questo punto inizia la tragedia!
Imprese edili che per risparmiare proponevano stratigrafie dei muri diverse, con metodi costruttivi dei primi anni ’80, tagli indiscriminati alla parte impiantistica adducendo motivazioni prive di logica se l’obiettivo è un edificio in classe! Insomma come distruggere un lavoro da orefice con una mazza da demolizione.
Alla fine, dopo estenuanti riunioni con tutte le parti economiche, si è tornati al progetto originario, ma solo e unicamente perché siamo stati in grado di dimostrare l’assoluta sostenibilità economica dell’operazione grazie ad esperienze maturate.
L’efficienza energetica spaventa e spaventa soprattutto chi non l’ha mai eseguita, ed è per questo che i tecnici devono essere pronti e preparati a rassicurare l’operatore e a portarlo serenamente verso l’alto obiettivo!

L'ARCHITETTO FRANCESCO CLAUDIO DOLCE
Francesco Claudio Dolce è docente presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società, (Tecnologie per l'igiene edilizia e ambientale - Tecnologia dell'architettura). Libero professionista, Studio Associato d'Architettura i3D (www.itredi.com) a Milano. Da sempre alla ricerca di innovative soluzioni architettoniche atte a garantire un efficace risparmio energetico nel campo dell’edilizia civile, l'architetto Dolce ha curato diverse progettazioni di edifici certificati, tra cui recentemente il primo edificio plurifamiliare certificato A da CasaClima a Milano.
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La rilettura residenziale di uno spazio industriale il progetto di un complesso di trenta loft a Milano


É possibile oggi definire un tipo di casa? “Ogni volta che noi architetti affrontiamo il tema dell’abitazione, constatiamo che oggi non esiste più un canone di riferimento, uno stile di abitazione - afferma l’architetto Alberto Beni - ma ogni volta occorre ritrovare il senso dell’abitare e dargli una forma, quella migliore, come diceva Giò Ponti.”
Per questo, forse, gli interventi curati dall’architetto Beni sono tutti diversi, come quello in fieri a Milano, in via Susi, vicino a Piazza Udine.
Si tratta di un complesso su cinque livelli, progettato come la rilettura residenziale di uno spazio industriale. Ampie vetrate di quasi quattro metri di altezza, logge e balconi, caratteristiche dei loft applicate ai tagli tipici degli appartamenti, per garantire la massima vivibilità degli spazi.
“La casa è il luogo in cui lasciamo fuori tutto ciò che ci tiene sempre sotto giudizio. La casa è il luogo del non giudizio, dove posso essere me stesso.
Stanchi di una pesante giornata di lavoro, sentiamo il bisogno di rifugiarci a casa per recuperare le energie e da qui partire per l’avventura del giorno successivo.
Questo perché tra le pareti domestiche ritroviamo la memoria e l’identità delle nostre stesse radici, che facendoci da riferimento ci rassicurano.
Insomma la casa, la nostra casa (home dicono gli inglesi, distinguendola da house-edificio) è il luogo dei nostri segreti, magari chiusi in un cassetto.” Tuttavia, non conta solo l’interno delle pareti domestiche. “C’è anche la valenza collettiva dell’abitare.
Non è possibile abitare da soli, si è sempre immersi in un contesto sociale. Per questo è importante la qualità dell’edificio in quanto stimolo alla qualità dell’abitare, del rapportarsi.”
E “la qualità dell’abitare” è stata raggiunta pienamente nel complesso di via Susi, costruito a norma di certificazione, con dei serramenti, per esempio, con taglio termico e isolamento acustico tali da garantire un notevole benessere abitativo e non certo tipici di una struttura industriale.
“Penso che l’uomo non viva in maniera astratta ma dentro un contesto sociale e in un preciso tempo storico, per cui l’idea della casa deve portare con sé questi riferimenti, con i suoi aspetti positivi, accettandone, inevitabilmente, le sue manchevolezze.”
Contatti: Architettura Beni, Milano via San Benigno 4; www.architetturabeni.it

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martedì 7 ottobre 2008

Recuperare l'esistente

Nonostante la sempre maggiore consapevolezza ambientale e la crescente convenienza economica degli interventi finalizzati al risparmio energetico negli edifici, ancora oggi risulta difficile intervenire sulle palazzine e condomini esistenti per migliorarne l’efficienza e quindi i consumi. La ricerca fornisce anzitutto alcuni dati sul patrimonio edilizio esistente.
Circa il 75% delle abitazioni in Italia è stato costruito prima del 1976, anno in cui per la prima volta fu introdotta una normativa che prescriveva per legge criteri di efficienza energetica negli edifici.
In oltre il 60% delle abitazioni, l’impianto di riscaldamento e quello per l’acqua calda sanitaria risulta integrato (ossia una sola caldaia che produce contemporaneamente l’energia per le due forniture).
Gli usi termici coprono circa l’80% dei consumi energetici totali nel settore residenziale (70% per il riscaldamento degli ambienti ed il 10% per l’acqua sanitaria).
Da questi dati si intuisce che il potenziale risparmio energetico nel settore residenziale (considerando l’aumento negli ultimi periodi dei prezzi del gas e del petrolio), potrebbe essere molto elevato se si adottassero adeguate misure di efficienza.
Da uno studio recente dell’ARPA si è potuto stimare che per la città di Milano il potenziale di risparmio nel settore residenziale oscilla tra il 32% per gli edifici più recenti ed un massimo di oltre il 65% per quelli più datati.
Le misure più convenienti riguardano la sostituzione dei vetri singoli con vetri doppi e serramenti a tenuta con doppia guarnizione, l’isolamento del tetto e la sostituzione della caldaia.
In termini di investimento monetario, un euro investito nella sostituzione dei vetri ne restituisce quattro.
Un euro investito nell’isolamento delle coperture o nella sostituzione della caldaia ne rende due; un euro nella riqualificazione delle facciate con l’applicazione di isolante a cappotto o in impianti solari termici ne restituisce uno e mezzo.
Quanto sopra descritto vale per zone climatiche prevalentemente poste a Nord.
In altre zone d’Italia più temprate, dove i consumi invernali sono inferiori e cresce la disponibilità di energia solare, gli interventi più convenienti risultano essere l’installazione di impianti solari termici e la sostituzione di vetri e serramenti che comportano una schermatura solare, mentre gli interventi sull’isolamento dei muri e del tetto diventano meno convenienti.
Si può dire che oggi abbiamo sia gli strumenti legislativi che proposte tecniche valide per intervenire e risanare edifici esistenti che consumano troppo ed appesantiscono nei costi le finanze di tutti. Occorre quindi che la sfida a sostegno della certificazione energetica degli edifici sia raccolta da tutti: ne va del nostro futuro.


Il Termotecnico Gianluigi Aurelio Ambrosini
Libero professionista, Società di Progettazione: AB Project S.r.l. La ricerca maturata nei primi anni della sua professione presso un laboratorio di sperimentazioni macchine di un’importante società nel settore della climatizzazione e l’esperienza progettuale ottenuta a capo della Thecnical Engineering Export Department, operante in vari Paesi europei, hanno permesso di costituire con l’attuale suo socio la società di progettazione AB Project S.r.l. in cui un gruppo di professionisti progettano e promuovono soluzioni tecnologiche innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Oggi impegnati nella progettazione impiantistica di diversi edifici in classe energetica A CasaClima/Cened in tutta la Lombardia.
AB Project S.r.l., via Bosco Frati 5A, Dalmine (Bg), 035.373239, info@abprojectsrl.it, www.abprojectsrl.it

Manuela Stucchi

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Interedil firma nel settore residenziale e dell’hotellerie, solo esclusivi progetti di alta qualità in zone di prestigio

Brianza e Versilia: so far so close, così vicine così lontane.
Che cosa hanno in comune il verde territorio lombardo e la rinomata fascia costiera della Toscana nord-occidentale?
La qualità della vita, che coincide, solo in alcuni casi, con la qualità dell’abitare.
Come nel caso delle realizzazioni effettuate da Interedil, società di sviluppo immobiliare con sede a Sesto San Giovanni ma in procinto di trasferirsi a Monza.
“Per tutte le operazioni di sviluppo che seguiamo - racconta Emanuele Cesareo, ad di Interedil - applichiamo la stessa cura sia nella fase di progettazione che in quella di costruzione.” Utilizzando come banco di prova alcune realizzazioni residenziali nell’hinterland milanese, il gruppo guidato da Cesareo ha firmato a Forte dei Marmi il progetto del Grand Hotel Imperiale, vera e propria punta di diamante nel settore dell'hotellerie.
Si tratta del più esclusivo hotel della Versilia: una struttura a "5 stelle lusso" in un contesto di prestigio come la storica e assolutamente fashion località toscana.
“Un vero gioiello, dotato di fitness spa a soli cento metri dalla rinomata spiaggia di Forte dei Marmi - prosegue Cesareo - ma di questo progetto non abbiamo curato solo l’immagine estetica. Come società siamo impegnati in una costante ricerca di soluzioni innovative, sia in termini di materiali sia in fatto di impianti tecnologicamente all’avanguardia.
Nel corso dei lavori di costruzione tra settembre 2004 e giugno 2007 sono stati infatti realizzati anche due piani sotto il livello del mare, per un totale di 4000 metri quadrati, attraverso il sistema "Welpoint" per il prosciugamento dell'acqua e grazie anche ad una scrupolosa esecuzione di carpenteria.”
Da questa esperienza maturata nel settore dell’hotellerie, nascono i nuovi progetti firmati Interedil sempre a Forte dei Marmi. “Abbiamo costruito delle ville che richiamano esternamente l'architettura tradizionale della Versilia.
Vera chicca costruttiva è la piscina coperta realizzata nei piani interrati, superando le difficoltà date dalle conformazione del terreno. Inoltre abbiamo lavorato al recupero di un antico albergo posto in via Carducci, centralissima e a pochi passi dal mare - racconta Cesareo - senza snaturare la matrice originale dell’immobile abbiamo creato degli appartamenti unici per godere il Forte da una prospettiva privilegiata.
Il mercato della zona richiede interventi di questo tipo, si tratta di un target di nicchia, d’elite, che pretende certi standard qualitativi e richiede un’edilizia non turistica.
Insomma interventi d’architettura.” Proprio per gli alti standard costruttivi Interedil ha scelto di entrare a far parte di un gruppo di società specializzate nella progettazione, realizzazione e vendita d'immobili.
“La formazione ed il coordinamento di questo team, affidato ad un'equipe di tecnici e professionisti altamente qualificati, ci hanno permesso di perseguire l'obiettivo prefissato: la diretta realizzazione delle nostre iniziative immobiliari attraverso le capacità tecniche dei responsabili della struttura operativa.”
Tutte le fasi del processo edilizio dei diversi progetti sono mirate a raggiungere, attraverso l’applicazione dei criteri di bioarchitettura, la riduzione dei consumi energetici insieme ad un maggior benessere psico-fisico traducibile in un reale comfort abitativo.
“Sono le stesse linee guida del nuovo complesso residenziale che stiamo realizzando nel centro di Monza, a due passi dalla stazione ferroviaria.
Si tratta del recupero di un antico opificio, che si sviluppa attraverso la riqualificazione dei tre edifici già esistenti.”
Oltre alle soluzioni abitative proposte (bilocali, trilocali, quadrilocali, dotati di ampi spazi residenziali oltre ad alloggi in duplex dotati di giardino privato e terrazze solarium), il progetto, che rispetta le caratteristiche architettoniche dell’edificio storico, si configura come intervento strutturale dell'intera area, integrando spazi commerciali, percorsi pedonali ed aree verdi.


“Interventi d’architettura non di edilizia”

Dall'esperienza maturata nel settore dell’hotellerie, nasce il progetto firmato Interedil a Forte dei Marmi. “Si tratta del recupero di un antico albergo posto in via Carducci, centralissima e a pochi passi dal mare - racconta Emanuele Cesareo - senza snaturare la natura originale dell’immobile abbiamo creato degli appartamenti unici per godere il Forte da una prospettiva privilegiata. Il mercato della zona richiede interventi di questo tipo, si tratta di un target di nicchia, d’elite.”


INTEREDIL: sviluppi immobiliari

Alta qualità in zone di prestigio
Interedil srl nasce nel 1996 come società di costruzioni specializzata nel settore residenziale di alta qualità in zone di prestigio. Forti di un'esperienza di un team composto da persone provenienti tutte dal settore edile, la struttura ha saputo cogliere in anticipo i cambiamenti e le nuove tendenze, puntando a raggiungere la piena soddisfazione dei clienti, attraverso il rispetto dei più elevati standard qualititativi e realizzativi. Interedil segue ogni iniziativa immobiliare in tutte le fasi, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla vendita e all'assistenza nella fase di post-vendita. Per costruire esclusivamente edifici di qualita, viene prestata costante attenzione alle nuove tecniche volte al contenimento energetico degli edifici.
Contatti: IV Novembre, 25 - 20099 Sesto San Giovanni (MI);
02 22.47.78.42; commerciale@interedil.191.it; www.interedil.eu

Manuela Stucchi

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lunedì 6 ottobre 2008

Lucy + Jorge Orta, New Antarctica

Negli spazi dell’Hangar Bicocca é ancora visitabile la mostra Antarctica curata da Bartolomeo Pietromarchi, un percorso espositivo che si snoda fra opere nuove e reinstallate dagli inglesi Lucy e Jorge Orta.
Sono visibili le installazioni di “Antarctic Village - No Borders”, realizzate dagli artisti durante la spedizione in Antartide nel 2007.
In mostra sono esposti i 25 igloo, i “Survival Kits", i "Drop Parachutes" e il video della spedizione, sviluppati con l’intento di affermare il principio dell’abolizione di tutte le frontiere, mentali e reali.
Il percorso artistico degli Orta si é da sempre sviluppato toccando le tematiche del comportamento etico. In mostra sono proposte due nuove opere del progetto “Orta Water” che rivendica l'uso sostenibile delle risorse idriche del pianeta: “Fluvial Intervention Unit" e "Life Line”.
Fruibili anche le opere degli anni 2001- 03: "Urban Life Guard", serie di involucri-branda atti alla sopravvivenza urbana; "M.I.U. VII Nomad Hotel", un camion aperto dove trovano alloggio delle riviste unità abitative e "M.I.U II", un’ambulanza al cui interno sarà distribuito ai visitatori l’"Antarctic World Passport" un passaporto globale che si pone come simbolo della libera circolazione nel mondo tra i popoli e dello scambio culturale tra i paesi.
Fino all'8 giugno
Hangar Bicocca
Via Chiese 2, Milano
Tel +39 335 7978214
www.hangarbicocca.it

Manuela Stucchi

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Evoluzione della specie, anche Darwin opera in architettura...

L’architetto, come dice mio padre, è una “calamità naturale”. In ordine prima vengono i terremoti e i maremoti, poi le invasioni delle cavallette, e a seguire…gli architetti.
Mio padre è un imprenditore edile appartenente a quella generazione abituata a risolvere i problemi invece di crearli; è un uomo del fare, è reale, attento al processo edilizio, e non ha alcuna fiducia negli architetti, ritenuti da tutti gli addetti ai lavori, appartenenti a una dimensione estranea alla realtà.
La scarsa preparazione tecnica, l’assenza di curiosità per l’approfondimento, hanno prodotto, negli anni passati, alcune generazioni di architetti che pensavano, secondo la pubblica opinione, solo all’arredo, o a far risultare un progetto “carino”, fosse anche un edificio; architetti che delegavano tutto del loro lavoro, tranne la “tonalità” dei muri! Questo ha portato ad una “credibilità” verso la nostra professione quasi nulla, faticosamente riconquistabile. Darwin aveva ragione! La selezione della specie è un passo obbligato per una generazione migliore e più forte e oggi la selezione naturale è all’ordine del giorno: gli imprenditori e gli utenti finali dialogano solo con un professionista, con un architetto sensibile e attento, al quale si confida tutto, ma anche con un tecnico che sappia dialogare con gli impiantisti, con gli strutturisti e con tutti gli attori del processo edilizio. Stà nascendo una nuova e splendida generazione di architetti, stimolati, consapevoli, ansiosi di esprimersi.
Le nuove generazioni hanno capito, e questo vale per tutti i campi, che non si può procedere per approssimazione e posticipando la risoluzione del problema o addirittura delegando a terzi.
Il brusco e repentino cambio di rotta ha obbligato tutti a rimboccarsi le maniche e a cercare di capire che un edificio è un sistema complesso e come tale và affrontato; ne vanno intese le dinamiche intrinseche ed estrinseche, è un percorso complesso ma necessario per un ricambio generazionale inteso ad un cambio di mentalità che sicuramente porterà ad avere professionisti più consapevoli.
Lo vedo in università ed è una vera soddisfazione. Grazie Darwin, avevi ragione!
l’architetto Francesco Claudio Dolce

Francesco Claudio Dolce è docente presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura e Società, (Tecnologie per l'igiene edilizia e ambientale - Tecnologia dell'architettura). Libero professionista, Studio Associato d'Architettura i3D (www.itredi.com) a Milano.
Da sempre alla ricerca di innovative soluzioni architettoniche atte a garantire un efficace risparmio energetico nel campo dell’edilizia civile, l'architetto Dolce ha curato diverse progettazioni di edifici certificati, tra cui recentemente il primo edificio plurifamiliare certificato A da CasaClima a Milano.

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